Dalla prima pagina:

“Non parliamo per chi fonda la sua etica sessuale sugli slogan e sui mass-media, sull’edonismo e sulla morale di massa. La massa non può dettare legge all’uomo. Se l’uomo soggiace alla massa non è più uomo.

Parliamo invece per chi ha il coraggio di confrontarsi anche in campo sessuale con le idee e gli insegnamenti di Gesù Cristo.

C’è un tabù che il cristiano deve spazzare via con molta decisione: che la sessualità abbia qualcosa di macchiato.

Dice un teologo: «Nel mondo nulla è sporco, esiste solo un modo sporco di usare le cose pulite, il male è solo nel cuore dell’uomo».

Il problema della sessualità è insozzato su larga scala dalla pornografia dilagante. Troppa gente si sta accodando a questo costume infame: oggi non si è più padroni di parlare di sessualità senza legarla a qualcosa di decadente e di poco pulito.

La mentalità pornografica, quando tocca il sesso e la sessualità, sporca tutto: ormai è legge, è legge inviolabile, è legge diventata tabù! Bisogna buttare all’aria questo tabù.

Bisogna avere il coraggio di proclamare con tutte le forze che la sessualità è una cosa sana, che la sessualità esce dalle mani di Dio perciò non deve essere imbrattata da nessuno, che la sessualità è finalizzata da Dio alla promozione dell’uomo, cioè alla sua realizzazione, alla sua completezza.

Non è solo una realtà sana dell’uomo: essendo una realtà che porta alla sua elevazione, è una cosa santa.

Tutto ciò che viene da Dio è santo e l’uomo non ha il diritto di inquinarlo. Questa è la prima contestazione da fare in campo cristiano: chi non lo capisce non ha capito nulla della sessualità.”