Le apparizioni a Piedade dos Gerais (1987 - in corso)

Messaggio di domenica 29.12.2019 - Sacra Famiglia
traduzione dall'audio

Cari figli,
desidero accogliere tutti voi in questo pomeriggio, in questo giorno di ringraziamento a Dio.
Dopo il difficile cammino di quest’anno, ci stiamo avvicinando a un cammino molto maggiore. L’uomo attende sempre cose nuove, ma cerca così poco di essere un uomo nuovo. E quello che fa realmente nuovo il mondo, è un uomo rinnovato dalla forza dello Spirito Santo.

Oggi è una domenica di preghiera. Preghiera per la trasformazione dei cuori, per la guarigione. Che Gesù, brezza leggera, possa portare questa brezza leggera nella vita di tutti quelli che hanno bisogno della sua pace, della sua misericordia, della sua bontà, del suo infinito amore. Soprattutto tu che oggi sei qui e stai vivendo la tua lotta, la tua battaglia, il tuo cammino, la tua missione, ma che respiri sempre questa brezza leggera che è Gesù, permetti sempre che la brezza leggera si prenda cura di te, che il tuo cuore sia rafforzato dalla fede viva, dall’amore vivo che Gesù Cristo è per il mondo intero.

Allora oggi la nostra prima riflessione è di ringraziamento a Dio. Nonostante le difficoltà, è sempre importante riflettere sul fatto che l’uomo raccoglie quello che semina. Ogni difficoltà, ogni sofferenza, ogni dolore, sono conseguenza di quello che l’uomo ha seminato. Gesù ci dice che non possiamo voler raccogliere profumo se non abbiamo seminato questo profumo. Troviamo le spine, troviamo le pietre, troviamo le battaglie, troviamo le barriere, troviamo il viaggio pesante. È sempre importante avere il proposito di raccogliere qualcosa di buono.

Di cosa abbiamo bisogno in questo momento? Dio ha tanto da darci. Egli ha il vino migliore da darci. Ma noi cosa abbiamo fatto per meritare questo vino migliore? Questo vino buono, questo vino che spesso arriva nella tua vita dopo che sei passato per diverse cose, e allora dici: “Ma perché non l’ho assaggiato prima? Perché solo adesso sto facendo questa esperienza?”. Perché non sempre nella tua vita ti affidi, vivi la preghiera, vivi la tua missione. Il mondo ha bisogno di impegnarsi nella costruzione di questa missione.

Quest’anno che si conclude, che è l’anno delle missioni, l’anno delle comunità, è stato l’anno in cui svegliare il popolo di Dio. E Gesù ci ha dato grandi prove del fatto che dobbiamo svegliarci. La famiglia, il bambino, il giovane: la sofferenza oggi è ben visibile, nitidamente. È una sofferenza che è conseguenza dei peccati dell’umanità. È proprio una conseguenza della disobbedienza a Dio! Perché non hai fatto una scelta giusta. Preferisci soddisfare il tuo ego, la tua carne, che mantenere la tua vita in pace.

È per questo che molte persone non hanno la grazia di vivere bene il passaggio sulla terra. Perché stanno vivendo solo per soddisfare il loro ego-materia. La materia! Quello che conta è la materia, quello che importa è il momento della materia, e così l’uomo sta vivendo le conseguenze di una sofferenza molto ardua, perché non sta vivendo la volontà di Dio, continua a permettere che le insidie del demonio lo feriscano.

Perché quello che è giusto nella vita, per quanto sia grande la tua debolezza, lo vinci con la forza. Non puoi mai permettere che la tua fragilità sia maggiore della tua forza. Innanzitutto perché siete battezzati. Avete ricevuto lo Spirito Santo. Avete una fede viva, la vostra fede ha un fondamento vivo, che è Gesù Eucaristico, la Santa Comunione, la Santa Eucarestia, la confessione, la preghiera, il timore di Dio, il rispetto.

Ma cos’è successo all’umanità oggi? L’umanità vive una fede molto superficiale, non una fede reale, una fede viva. Dice “ho fede”, ma permette alla sua fragilità di cadere e di commettere tutto quello che è male, tutto quello che è insidia, tutto quello che è peccato. Manca quella fede di vittoria, quella fede di volontà: vincere il demonio, vincere le sue insidie, vincere l’invidia, vincere la gelosia. C’è gelosia di tutte le cose, invidia di tutte le cose. L’uomo non è capace di valorizzare i suoi doni.

Qual è il tuo dono? Gesù ha detto in un modo così bello, nel giorno di Natale, che non importa se il tuo dono è di essere missionario, padre, madre; non importa se il tuo dono è vocazionale, di vita sacerdotale, vita religiosa, l’importante è che tu sei un eletto di Dio. L’importante è che tu hai qualcosa da compiere sulla Terra. La tua vita non è una vita qualsiasi, è un disegno di Dio. Quando nasce un figlio di Dio, nasce per la volontà di Dio, quindi anche tu sei nato per volontà di Dio.

È per questo che, quando lotti per la vita umana, stai lottando per la volontà di Dio. Perché la vita è data da Dio. È Dio che dà la vita. Allora solo Lui può coltivare il tempo del tuo cammino qui sulla Terra, che è il tuo passaggio. Questo passaggio molte volte finisce precocemente a causa delle malattie, delle morti accidentali, dei suicidi. C’è molta sofferenza oggi nel mondo, figli.
Parliamo di una sofferenza di alto grado, non di grado basso, di grado elevato.

Quest’anno che state concludendo, è stato un anno di molte tristezze. E tra queste avete visto che nel mondo c’è anche la sofferenza temporale: le persone stanno aggredendo lo spazio in cui vivono, stanno aggredendo la Terra, e in questa aggressione alla Terra stanno uccidendo la vita, uccidendo le persone, uccidendo l’aria, uccidendo la casa che li ospita.

Gesù spiega che alla fine dei tempi avremo tre sofferenze: nel tempo, nella materia e nell’anima. Sofferenza temporale (nel tempo), materiale (nella carne, materia) e sofferenza nell’anima, che è la sofferenza spirituale. E ci parla dell’aggressività. Oggi c’è avidità, nessuno vuole vivere una vita sana sulla terra, tutti vivono in funzione dell’avere. Forse che l’avere ti rende felice? Tu che oggi hai tutte le cose che sognavi: ti hanno portato la gioia? O si tratta di una felicità superficiale? È una felicità artificiale, non di essenza.

La felicità è prendere un figlio in braccio e baciarlo, amarlo, abbracciarlo, è sapere che la vita non finisce, che tu sei un lievito che Dio ha messo nell’impasto del tuo corpo. Sei un lievito: azione, intelligenza, forza, coraggio, fede. Tu che credi, tu che sei qui oggi in questa Valle, vivi il mistero della fede? Vivi il mistero di credere che io sono qui presente in corpo e anima da tutti questi anni? Il mistero di credere in una comunità fraterna che ha problemi, gravi, perché qui ci sono uomini, essere umani che spesso non pensano all’anima, pensano solo alla materia, vivono artificialmente, non vivono l’essenza del timore di Dio, di guidare, di essere esempio per i propri figli.

State esigendo molto dai giovani e dai bambini, ma essi seguono il vostro esempio. Non seguono altri esempi, stanno seguendo il vostro esempio, di padri e madri. Non hanno altri esempi! Il loro specchio siete voi. Allora se osservate la decadenza in cui sono, vedrete la decadenza in cui siete voi.

Il mondo ha bisogno di elevarsi a Dio. È un mondo di missione, un mondo di lacrime, un mondo di sofferenza, di battaglia, e spesso è inutile parlare di più. Gesù ha detto: “ha orecchie solo chi vuole ascoltare”. Ci sono persone che non vogliono più ascoltare, non vogliono sapere che Gesù è la brezza leggera, preferiscono la tempesta, preferiscono il dolore, preferiscono la sofferenza, preferiscono le insidie. Non vogliono la pace.

Perché la pace è nel mondo. Gesù ci ha detto molto seriamente, in un messaggio, che manca Dio nel cuore delle persone. Ma non è che Dio manca, sono i suoi figli che mancano. Dio è qui con noi, sta ancora illuminando questo mondo, i fiori stanno ancora fiorendo, i frutti sono ancora sugli alberi, quando semini raccogli ancora, il frutto nasce, c’è prosperità, c’è speranza, c’è l’acqua che sgorga. Ma il mondo non vuole stare alla presenza di Dio, le persone si stanno allontanando. Anche perché non vogliono vivere quello che Dio chiede.

Perché quando siamo vicini a Dio, Dio ci chiede qualcosa. La prima cosa che ci chiede è questa: “sei un peccatore, ma evita il peccato”. È la prima cosa che chiede. E l’uomo spesso dice: “io pecco, ma Dio è misericordia”. Sbaglia. Dio è misericordia per chi cerca la santità, non per chi resta nel peccato. Egli detesta il peccato. Allora devi cercare la santità, devi volere la tua santità.

Quest’anno è stato un anno molto forte, un anno in cui Dio ha dato dei segni al Brasile, ha fatto capire: “state distruggendo la natura, siete avidi, non siete timorati, non sapete condividere”. Oggi state amando molto poco il vostro prossimo.

Questa domenica oggi è dedicata alla famiglia. Alla Sacra Famiglia. Perché, dopo la nascita di Gesù Bambino, la Sacra Famiglia inizia la grande missione con Gesù Bambino. Voi siete passati per la nascita e adesso la vostra famiglia inizia la grande missione con il Bambino Gesù. Voi oggi dovete essere famiglie sacre, famiglie sante. Oggi i figli giovani dovrebbero lasciar riposare un po’ i loro genitori più anziani. Invece avviene il contrario: i figli giovani stanno riposando e i genitori anziani sono molto stanchi. Perché è un mondo egoista, un mondo in cui le persone non sanno aiutare quelle che hanno bisogno di aiuto. C’è un mondo in cui le persone pensano solo a loro stesse.

Allora questo è il dolore della famiglia. Quello che oggi fa soffrire in famiglia, in Brasile o in ogni altra parte della terra è l’individualità, è l’egoismo, è non sapere condividere, non saper contribuire, non saper dare riposo a quelle persone che sono stanche perché si sono sempre donate. La gioventù è paralizzata, senza via d’uscita. I giovani hanno bisogno di qualcuno che insegni loro a uscire, a impegnarsi nella costruzione, ad avere forza, perché lo Spirito Santo è in noi, Egli agisce in noi. E quando diciamo questo abbiamo la grazia di prendere possesso della presenza dello Spirito Santo in noi.

Allora tu puoi vincere le tue debolezze. Puoi. Non pensare che la tua debolezza sia maggiore della tua forza. La tua forza è molto superiore. Quando vuoi essere forte sei forte, quando vuoi uscire dalle insidie del demonio ci riesci. Riesci perché sei forte. Se ti lasci abbattere dalle tue debolezze e non valorizzi la tua forza, allora cadi, vacilli, inizi a barattare tutto il tuo valore con delle briciole. E allora soffri, ti amareggi, da quel momento in poi la tua vita non ha più frutti, ha solo battaglie e sconfitte.

Per questo Gesù vuole restaurare nelle nostre vite questa pienezza dello Spirito Santo. È per questo che dice: avete bisogno di essere luce. Il mondo è nelle tenebre. È necessario che qualcuno sia luce in questo mondo. E la Parola di Dio ci catechizza perché verranno altri giorni dolorosi. Non abbiamo la speranza che verrà da un giorno all’altro un giorno migliore, perché dipende dal raccolto, dipende da quello che seminiamo. E quello che l’uomo ha seminato non gli darà un buon raccolto. C’è sempre una speranza quando inizia un anno nuovo. Ma se l’uomo non cambia sarà un anno di dolore, di sofferenza, di tristezze. Perché non sta seminando quello che è necessario seminare. Non ha quella pienezza dello Spirito Santo nella sua anima, non ha amore più per nulla, nemmeno per sé stesso. Ha perso la vita, ha perso l’essenza dell’amore alla vita. È immerso nelle briciole, sta affondando in alto mare.

Per questo Gesù oggi viene a dirci: siete in un tempo di misericordia, state naufragando, avete bisogno del mio aiuto affinché io vi resusciti. Perché state perdendo tutta la grazia del Salvatore, tutta la grazia di avere Gesù nella vostra vita, di avere una comunione con Dio, di avere una vita più santa, più felice.

Allora quest’anno è stato un anno di difficoltà. Ma un anno di fede! Perché quanto più grande è la difficoltà, tanto più abbiamo fede. Per chi prega il santo rosario, per chi è devoto, per chi è fedele, è stato un anno di molta fede. Allora ha molto da ringraziare, perché ha visto che in questo momento difficile Dio lo ha portato in braccio. Perché egli ha permesso che Dio lo portasse in braccio, si è messo tra le braccia di Dio, si è affidato.

Allora questo è anche un anno per cui ringraziare. Da qui in avanti avrete molto da ringraziare, perché vedrete così tanta sofferenza che ringrazierete per essere sopravvissuti ad essa, perché avete preghiera nella vostra vita, preghiera nella vostra comunità, nella vostra casa, nella vostra famiglia. Sopravvivrete con la preghiera. Chi non prega non avrà questa vittoria, affonderà sempre più in questo abisso di peccato, vivrà in modo terribile le conseguenze del peccato.

Allora è il momento di accendere questa fiamma, avere questa fede, riflettere. Questa domenica di oggi è molto importante, perché non è solo una domenica di riflessione sull’anno delle missioni, ma è una domenica di riflessione sulla vita. Hai bisogno di cambiare la tua anima. Quando Gesù ha detto che c’è la sofferenza temporale, quella materiale, ma che la peggiore è la sofferenza dell’anima, ti sta dicendo: È la tua anima che può vincere il tempo e la materia. È la tua anima che può vincere la sofferenza temporale e quella materiale. La tua anima è l’essenza della tua vita.

Perché Dio ti ha dato la vita per amore. Egli si prende cura di te. Non sapete quanto Dio si prende cura di voi, figli. Se lo sapeste vi preoccupereste molto di più di stare alla presenza di Dio, perché Dio si prende cura di voi tutto il tempo, Dio vi protegge tutto il tempo. Tutto il tempo il tuo angelo ti custodisce e ti difende, ti protegge. Perché voi potreste essere davanti a una sofferenza molto più grande: se fosse per quello che seminate, oggi la vostra sofferenza sarebbe molto ma molto più grande. Ma Dio vi sta alleggerendo, questa brezza leggera ci stando la grazia di avere un sollievo.

Allora ci vuole preghiera, fede, e da qui in avanti seguire i passi di Gesù. È questo che io desidero per tutte le famiglie del mondo intero.

Con molto affetto voglio darvi la mia benedizione.

La Madonna benedice i presenti mentre intonano il canto “Dacci la tua benedizione…”

Cari figli,
vi ho benedetti con molta gioia, con molto amore. Questa benedizione è stata speciale per tutti i figli qui presenti.

Un messaggio forte che ci dice la verità di quello che oggi stiamo vivendo, sentendo, e di quanto abbiamo bisogno di Dio. E dobbiamo anche ringraziare per la grazia di aver avuto in quest’anno, tutte le domeniche del mese, il messaggio della Parola di Dio. È qualcosa che adesso dovete valorizzare molto di più. La mia missione qui, e la vostra missione, sono designate dal Cielo: dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo. L’uomo oggi ha una carenza molto grande di Dio. Nel momento in cui avrete meno catechesi, meno messaggi, sentirete che dovete maturare di più. L’uomo deve fortificarsi nel momento in cui ascolta la Parola, perché può essere che la sofferenza diventi più difficile e voi dovete fortificarvi molto.

Allora è il momento di iniziare a pregare chiedendo a Dio questa grazia di avere un cuore molto fedele a Dio. Adesso è tra voi e Dio il vostro sì, il vostro abbandono, la vostra sincerità, la vostra onestà davanti al Padre. Adesso è il momento in cui vedrai quanto Dio è giusto nella tua vita.

Per questo vi auguro molta pace e chiedo a Gesù di benedire questi fiori per la guarigione e liberazione dei malati nel corpo e nell’anima. Che Dio vi benedica immensamente.

Benedico i pellegrini, benedico quelli che sono venuti a piedi, benedico tutta questa vita fraterna della comunità fraterna, dei missionari, degli apostolati, delle famiglie. Che la Sacra Famiglia benedica tutte le famiglie della terra.

Faccio gli auguri a chi compie gli anni. Che tutti abbiano molta pace.

Ecco la Serva di Dio, Maria Immacolata, ed ecco che il Signore mi chiama.


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